Le sfide aperte e le lezioni imparate nella gestione delle emergenze

 

Dopo 7 anni dal terribile terremoto che ha colpito L’Aquila ci fermiamo a riflettere sulle esperienze, lezioni imparate e sfide ancora aperte in materia di gestione dei rischi e delle emergenze.

Abbiamo ascoltato, ci siamo confrontati, abbiamo letto e studiato su quali siano i temi che con impegno e responsabilità dobbiamo migliorare ancora in molte aziende, enti locali ma anche in ciascuna famiglia, scuola e città.

I punti chiave sono otto:
 

  1.    Previsione - Non è sempre possibile o facile prevedere se e quando si manifesterà una catastrofe naturale o un atto terroristico ma questa considerazione non deve escludere una continua individuazione delle potenziali minacce e valutazione del rischio….”Il fatto di essere ignoto non vuol dire che non accadrà” (R.Bach).

  2.    Pianificazione - Dopo una attenta analisi e valutazione del rischio, anche qualora la probabilità di accadimento fosse limitata, la responsabilità è di pianificare le azioni da intraprendere e i ruoli e le responsabilità. E’ davvero significativo ed importante l’elaborazione di un piano di azione!

  3.    Preparazione - L’analisi e la pianificazione debbono essere rafforzate da una seria, continua e convinta azione di preparazione delle persone ad affrontare i vari scenari possibili. L’esercitazione e la simulazione aiutano ognuno di noi a creare automatismi in caso di emergenza. Il valore di questa azione si manifesta con azioni rapide e con la riduzione di ansia, paura e panico.

  4.     Allerta/Allarme - E’ una questione delicata; è senza dubbio difficile definire in modo tempestivo se e quando “dare il via” e quindi invocare la crisi. Ma prima che un allarme è possibile mettere in allerta con decisione e attenzione sincera le persone con comunicazioni chiare, simulazioni, decaloghi di azioni e procedure. La gente vuole decidere in modo consapevole: “è un rischio che vorrei accettare?” “come mi regolerei di fronte a questo rischio? Sono preparato? Quali alternative ho?”.

  5.     Comunicazione - Una corretta comunicazione verso tutti gli stakeholder (cittadini, colleghi, clienti…) va pensata e preparata prima del potenziale evento. Comunicare il rischio e l’emergenza con responsabilità non alimenta dubbi e paure ma dà fiducia e convince. Come afferma il nostro collega e docente Luigi Norsa “Comunicare l’esistenza di un rischio genererebbe allarme fra il pubblico è un falso mito. In realtà emerge come un ritardo nell’informazione venga percepito come “volontà di nascondere i fatti” mentre una informazione precoce viene spesso percepita in modo rassicurante come segno di “trasparenza”.

  6.     Chiarezza terminologica - Sempre più nelle norme e nelle procedure in azienda leggiamo le parole minaccia, rischio, pericolo, emergenza, incidente, disastro ma non sempre è chiaro il significato e le differenze. E’ davvero importante dedicare il giusto tempo alla definizione e spiegazione dei termini che utilizzeremo.

  7.     Percezione del pericolo - E’ importante ricordare che la percezione individuale e collettiva  non sempre equivale al rischio reale. I meccanismi di percezione del rischio sono guidati dall’emotività, dalle semplificazioni, dalle esperienze, …. Abbiamo chiesto ed ascoltato le persone su cosa loro percepiscono come pericolo o abbiamo “imposto” le nostre valutazioni del rischio?

  8.     Gestione di ansia, paura e panico - Nella gestione di incidenti, emergenze e catastrofi dobbiamo considerare le persone il centro e al centro. Le reazioni emotive e fisiche vanno conosciute, individuate e gestite sia durante che dopo un’emergenza. Abbiamo verificato e lavorato sulle nostre risposte individuali e di gruppo? Sappiamo come gestire le risposte delle persone per poterle aiutare?

 

Questa sono i passi più importanti per costruire persone e organizzazioni resilienti, capaci di affrontare, adattarsi e ripartire dopo ogni situazione critica ed emergenza.
L’attenzione responsabile alle persone prima, durante e dopo è il fattore chiave affrontare, che potrà decretare il successo delle nostra gestione dell’emergenza, portando frutti in termini di riconoscenza, senso di appartenenza, voglia di ripartire e ricostruire. Non è sempre possibile ripristinare lo statu quo ante ma è sempre possibile iniziare nuovamente!

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October 31, 2019

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