ABSTRACT

October 11, 2016

 

"Le potenzialità del Sistema Informativo Schengen di seconda generazione quale strumento di cooperazione internazionale funzionale all’attività di prevenzione e contrasto delle nuove forme di terrorismo in un rinnovato quadro di collaborazione tra pubblico e privato finalizzato alla protezione strategica del Sistema Paese di ciascuno Stato Membro dell’UE”

Nel corso dell’ultima esperienza professionale svolta presso il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno quale Direttore della Divisione SIRENE ho avuto modo di rendermi pienamente conto di come il Sistema Informativo Schengen (SIS II) possa essere annoverato, tra l’altro e tra altri, quale efficace strumento, a valenza transnazionale, funzionale alla protezione strategica del Sistema Paese di ogni Stato aderente all’accordo di Schengen.

 

Lo scambio sistematico, e prolungato nel tempo, tra le Forze di Polizia dei vari Stati di particolari dati emergenti a carico di soggetti sospettati di svolgere o favorire l’attività terroristica costituisce, in questo particolare momento storico, un supporto operativo veramente determinante sia sotto il profilo preventivo che in termini di Polizia Giudiziaria.

 

Se è vero che la “Protezione Strategica del Sistema Paese” può essere consideratala risultante del coordinamento continuo delle iniziative, degli sforzi conoscitivi e del lavoro di differenti entità (intelligence, istituzioni, ricerca, aziende private, ecc.) ognuna delle quali è chiamata a svolgere un ruolo a tutela della collettività nazionale non solo nei suoi interessi politico–militari ma anche in quelli economici, scientifici e industriali, è senz’altro altrettanto certo che il Sistema Informativo Schengen ne è un’ importante componente, nel settore del “LAW ENFORCEMENT”, proprio perché assicura lo svolgimento di quell’attività metodica di “estensione dati strategici” tra i vari Stati Membri utile al contrasto internazionale delle attività criminali più rilevanti e di quelle di matrice terroristica (art.36 c.3 Decisione 2007/533 GAI del Consiglio).

 

Il SIS, in tal senso, è da ritenersi strumento di cooperazione che ha in sé realmente “del nuovo” in termini di cultura internazionale della sicurezza condivisa tra i vari Stati alcuni dei quali, solo fino a qualche decennio fa, erano nuovi all’idea di democrazia ed alle sue regole. Con l’individuazione di una “comune minaccia “ si è venuta infatti a delineare l’esistenza di un “comune interesse ultra nazionale” al suo contrasto, costituendo così questo esempio funzionante di collaborazionesicuramente foriero di ulteriori sviluppi emulativi anche in altri settori di vita comunitaria.

 

 

Col. CC (aus.) Adriano Casale

12°Corso SECURITY &SAFETY MANAGEMENT

(Milano 25 febbraio-23 settembre 2016)

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