L’ombra del Terrorismo

October 25, 2016

 

È LA  FORMAZIONE IL PRIMO STRUMENTO DI PREVENZIONE

Sono ormai molti anni che il termine “terrorismo” è tornato ad essere d’uso comune,  ripetuto dalle tv, dai giornali, dalle radio e dai social. Un fenomeno che ha assunto connotati internazionali evidenti, da quando, l’11 settembre del 2001, l’America fu colpita nel proprio cuore sociale, economico ed umano con il terribile attacco alle torri gemelle. Da allora, purtroppo, si sono verificati molti terribili atti terroristici, che hanno lasciato attoniti oltre ai cittadini dei luoghi direttamente colpiti, anche tutti noi. Quando le immagini degli attacchi scorrono sullo schermo della tv, mostrando l’accaduto, ognuno si interroga su che cosa avrebbe fatto in quella circostanza, come avrebbe reagito se fosse stato al Bataclan a Parigi, o a Nizza, tanto per citare due gravissimi fatti recenti. Scappare, nascondersi, cercare protezione, rimanere immobile? E come gestire la paura, il panico che blocca, che sorprende, che annebbia? Come fare e cosa è meglio fare? Di fronte ad eventi di tale drammatica portata, oltre all’inevitabile cordoglio, l’istinto di sopravvivenza crea immedesimazioni, mentre la mente cerca una soluzione, vagliando, tra le azioni conosciute, quelle più corrette da compiere. Spesso però non si possiede nessuna indicazione chiara.

 

Nasce spontaneo chiedersi allora se ci sia un codice di comportamento da seguire in caso si sia sottoposti a questo tipo di minaccia e se si possa imparare  una strategia d’azione. La risposta è SI. E’ doveroso, quanto scontato, premettere che, nessun protocollo anche se seguito alla lettera, può garantire la salvezza della persona coinvolta in un attentato. Ma è allo stesso modo doveroso insistere sul fatto che si possa imparare cosa fare, come farlo e quando farlo, e che questa conoscenza possa rivelarsi fondamentale ed indispensabile, per aumentare le probabilità di salvezza.

 

La Scuola di Etica e Sicurezza da anni, sottolinea l’importanza di insegnare a gestire il pericolo in caso di attentato e molte grandi aziende, multinazionali proprietarie di importanti brands, hanno scelto di affidare ai nostri formatori, i propri dipendenti e dirigenti al fine di insegnare loro  le procedure di legge e le norme di comportamento.

 

Accogliere l’idea che vi sia una vera necessità di prepararsi ad affrontare il pericolo non significa, come erroneamente alcuni credono, dover vivere nella paura o nel sospetto. Al contrario, significa invece prendere atto che, se un problema potenzialmente esiste, esistono anche delle modalità per gestirlo al meglio, senza affidarsi al caso.  La minaccia del terrorismo riguarda tutti, nessuno escluso. Il coraggio e la saggezza stanno nel prendere atto che non possiamo rimanere inconsapevoli. Dobbiamo pretendere quindi, non solo chiedere, che i protocolli di sicurezza vengano insegnati. Solo la conoscenza di un fenomeno e la preparazione, forniscono gli strumenti utili a limitare i danni.

Quello che facciamo nel presente, inevitabilmente, determina quello che può accadere domani.

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