Ricominciare e non dimenticare

November 16, 2016

 

 

 

 

Intervista a Stefano Panella | Serena Revelli

 

Buongiorno Stefano, ci racconti come hai vissuto il terremoto del 2009? Dov'eri?

Quando ripenso al terremoto e all’esperienza che ho vissuto, penso di essere stato fortunato. Fortunato perché quella notte mi trovavo in una delle zone dell’Aquila che ha subito, a causa del suo sottosuolo e della vicinanza all’epicentro, maggiori danni, crolli e purtroppo vittime. Stavo dormendo, a pochi passi dalla Casa dello Studente, da Via Campo di Fossa, Via Generale Rossi, una delle zone maggiormente distrutte dalle scosse. All’improvviso un boato, ho avuto la sensazione di trovarmi al centro di un bombardamento. La cosa che più mi è rimasta dentro è il rumore devastante della terra ed il senso di impotenza.

 

Quali le ripercussioni sulla tua attività?

Oltre che sulla vita personale, ovviamente, il terremoto ha avuto forti ripercussioni anche sulla mia attività lavorativa che, avviata da soli due anni e mezzo circa, in quel periodo incominciava a dare soddisfazioni. Lo scenario che avevo di fronte a me era pesantissimo: una sede completamente inagibile e gran parte dei nostri clienti locali che erano nelle stesse nostre condizioni. L’idea di futuro in quel momento è diventata nebulosa, completamente da rivedere.

 

Cosa fai oggi?

Oggi svolgo, con grande soddisfazione, sempre la stessa attività: ho un’agenzia di grafica e comunicazione che da poco ha festeggiato il decimo compleanno. Abbiamo raggiunto obiettivi soddisfacenti e abbiamo traguardi sempre più ambiziosi, sempre partendo, sia materialmente che mentalmente, dalla nostra magnifica città.

 

Quale percorso materiale e mentale hai seguito per ricominciare?

Il percorso che abbiamo seguito per ripartire è stato un mix di solidarietà, che all’inizio è stata fondamentale e tenacia, indispensabile negli anni successivi. La solidarietà di colleghi Pescaresi che ci hanno messo a disposizione uno spazio nei loro uffici grazie al quale siamo riusciti a ripartire nel giro di 4/5 giorni e garantire la consegna di lavori urgenti fuori regione. La tenacia perché nel giro di un solo anno, siamo stati in grado di tornare a l’Aquila, in una sede provvisoria, costruita in legno fuori dal centro, che ci ha permesso però di mantenere il contatto con i clienti e ripartire più forti di prima.

 

Ricordi una persona che ha fatto la differenza?

In questo percorso non c’è stata una persona in particolare che ha fatto la differenza bensì tante persone, incontrate in questi anni, che ci hanno aiutato, sostenuto, stimolato, rafforzando con le loro azioni ed il loro appoggio, la nostra voglia di ricominciare. 

 

L’Aquila ora. Cosa chiedi non venga dimenticato?

L’Aquila a più di sette anni dal terremoto è una città profondamente cambiata ma che al tempo stesso ha una gran voglia di tornare ad essere grande. Il suo centro storico, vera identità cittadina, ancora stenta a ripartire, anche se ultimamente la sua ricostruzione si sta avviando in maniera più stabile. Se c’è una cosa che assolutamente non deve essere dimenticata, e quello che è avvenuto ai nostri vicini di regione negli ultimi mesi ce lo ha prepotentemente riportato alla mente, è che dobbiamo essere consapevoli di vivere in una zona ad elevato rischio sismico e proprio l’esperienza che abbiamo vissuto dovrebbe stimolarci ad adottare misure di prevenzione sempre più efficaci, per evitare che in futuro, nel caso di un nuovo evento, ci si trovi nelle stesse condizioni di disperazione di 7 anni fa.

 

Stefano Panella

Titolare “Studio Comunico” L’Aquila

Attualmente Presidente dei Giovani di Confindustria, L’Aquila

 

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