I FONDAMENTI DEL TRAVEL RISK

Grande attenzione in ASIS per il convegno di Pyramid Gruppo Temi


Argomento delicato ed attualissimo, spesso oggetto di discussione da parte delle più importanti testate, anche in seguito a recenti fatti di cronaca, l’intervento che Roger Warwich, Presidente Onorario di Asis Chapter Italy, ha svolto Venerdì 30 marzo in ASIS, sul Travel Risk, ha suscitato enorme interesse risultando tra quelli più seguiti. La responsabilità sempre più stringente degli imprenditori – il D.lgs. 81 del 2008 prevede pene fino a 7 anni di carcere, senza contare le responsabilità amministrative previste dal D. lgs. 231 del 2001, con sanzioni che possono portare fino alla chiusura dell’azienda – unita alle minacce reali che, alcune situazioni sociopolitiche rappresentano, hanno decretato una vera presa di coscienza sul rischio nel “travel”.


Di fronte ad una sala gremita sono stati ribaditi i tre cardini fondamentali della materia: l’etica, l’economia e la legalità. “La responsabilità 24 ore su 24, che l’azienda ha in capo al proprio dipendente all’estero implica, imprescindibilmente, l’attuazione di una serie di provvedimenti a prevenzione e tutela. “Informare, preparare, monitorare ed essere punto di riferimento” è un dovere etico morale e legale oltre che l’unica via per garantire sicurezza, propria ed altrui”, conclude Warwich.


Dal convegno è emerso evidente quanto la tutela del singolo sia soltanto il punto di partenza, fondamentale da cui partire per arrivare ad un’idea di tutela molto più ampia che riguarda la sopravvivenza dell’intero “corpus azienda”. Sia Roger Warwich che Paola Guerra, Direttrice della Scuola Internazionale di Etica e Sicurezza, che da anni combatte con l’arma della formazione l’idea irreale di chi crede “a me non può succedere”, hanno più volte sottolineato come la sicurezza, all’interno di un’organizzazione, riguardi tutti, nessuno escluso, qualunque sia il ruolo ricoperto, portando i partecipanti all’evento a riflettere su come, il danno al singolo non debba essere considerato soltanto un evento grave ma circoscritto, bensì una prima profonda crepa alla struttura.


Anche in ambito Travel quindi, il termine “sicurezza” assume il più ampio significato possibile, investendo e legando a doppio filo ed imprescindibilmente, la tutela e la sorte della singola persona alla più ampia tutela e sorte dell’organizzazione cui ella appartiene.

I molti consensi ricevuti, l’attenzione e la grande partecipazione sono state sintomo incontrovertibile di un problema sentito, vissuto e maturo e di un mondo imprenditoriale più consapevole, poco interessato alla pedestre applicazione di qualche vuota regola, ma assai coinvolto e sensibile verso la materia sicurezza, intesa nel suo più ampio significato, quale senso di tutela nei confronti dell’intero capitale aziendale fatto di valore umano, economico e sociale.


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