Near-miss accident: gli attentati sventati. Il caso dell’idraulico di Parigi.

September 22, 2017

 

In tema di dati statistici legati alle ultime ondate di attacchi terroristici in Occidente, esiste un numero particolarmente significativo: quello degli attacchi sventati, dei near-miss accident.

Significativo perché ci parla:

  • di un’intensa attività terroristica, i cui attacchi si concretizzano solo in un numero limitato di occasioni

  • di una ancor più attenta attività degli apparati di intelligence e delle forze di sicurezza, che continuano a garantire che il numero degli attacchi perpetrati sia esiguo rispetto alle attività preparatorie.

Significativo quanto poco diffuso, circostanza con la quale chi si occupa di sicurezza convive da sempre. La stessa etimologia della parola sicurezza (come ormai noto, dal latino SINE CURA) ci rappresenta un concetto “in negativo”, descrivibile come l’assenza di fattori che possano generare preoccupazione. Ne sa qualcosa chi si prodiga da sempre per la promozione di una maggior capacità di percezione dei rischi e riceve, in risposta, il rilievo che “non è mai successo niente…”.

 

Ad ogni buon conto, solo in Francia all’inizio di settembre risultavano 11 gli attentati sventati dall’inizio dell’anno.

L’ultimo riferito dalle cronache, in ordine cronologico, proprio pochi giorni fa. Il 6 settembre, in un appartamento di Villejuif, nella periferia sud di Parigi, la polizia ha scoperto, tra l’altro, tutto l’occorrente per la fabbricazione di Tatp (perossido di acetone), esplosivo primario diffusissimo tra i jihadisti.

 

Ma cosa caratterizza questa vicenda, destinata ad avere scarsissima diffusione poiché, come detto, scarso è l’interesse mediatico per ciò-che-non-accade? Il fatto che l’input investigativo è pervenuto alle autorità dalla segnalazione di un idraulico che, chiamato ad intervenire nel condominio in questione da parte dell’amministratore per la riparazione di banali perdite di acqua, ha avuto modo di notare la presenza di bombole e cavi elettrici. Insospettitosi, ha riferito alle autorità, determinando tutto ciò che ne è seguito.

                                                                                                            

Nessuno ha a disposizione un punto di osservazione così privilegiato e prossimo come quello che ciascuno di noi ha nell’ambiente in cui vive, lavora, studia, fa la spesa, pratica sport, si svaga nel tempo libero.

Che la cittadinanza rappresenti il quinto livello dell’intelligence nazionale (naturalmente dopo gli apparati di intelligence veri e proprie, le forze dell’ordine, le forze armate e la sicurezza privata) è realtà ormai recepita anche nella relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza del Governo al Parlamento a partire dal 2016: il cittadino è fondamentale nell’attività di monitoraggio di quante accade capillarmente.

 

Che situational awareness ed in generale la capacità di osservazione sia skill fondamentale anche in quest’ambito è un dato oggettivo.

 

Che l’attività di formazione ed informazione in tal senso debba essere incessante è la mission di molti soggetti, a partire da chi si occupa professionalmente di formazione!

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