Grandi nevicate: catastrofe naturale o emergenza umana?

January 9, 2018

 

 

Continua a peggiorare il maltempo nel Nord/Ovest, con piogge torrenziali tra Piemonte e Valle d’Aosta e copiose nevicate sui rilievi oltre i 1.500 metri. Migliaia di turisti sono bloccati a causa delle strade chiuse, si parla di rischio valanghe.

La protezione civile allarmata diffonde: “Si sconsiglia di NON uscire dai luoghi chiusi se non strettamente necessario, e sulla pagina Facebook della Cervino spa l’appello più allarmante: “Lasciare la località al più presto”. 

 

A un anno dalla emergenza della grande nevicata in Abruzzo e dalla tragedia del Rigopiano, leggiamo non senza qualche stupore queste notizie.

Il fatto che, durante la stagione invernale, i paesi di montagna possano essere copiosamente innevati, ci pare cosa consona, avvalorata anche dalla saggezza popolare e dalle frasi dei montanari “una volta la neve era molta di più”, non già un fatto raro e/o per forza catastrofico.

Per questo motivo lasciano perplessi i messaggi di emergenza, tra l’altro poco allineati tra loro: “stare chiusi in casa o abbandonare al più presto i luoghi colpiti dal maltempo”.

Diventa inevitabile domandarsi, soprattutto in quanto addetti ai lavori nei settori della sicurezza e dell’emergenza, quale sia il vero problema alla base di questi messaggi di allarme e accadimenti, talvolta drammatici e realmente catastrofici, se un reale inasprimento delle condizioni metereologiche oppure una carenza organizzativa.

Inevitabili le domande: “Quali sono le strategie e i piani per la gestione delle emergenze dei Comuni coinvolti?” - “I Sindaci e i funzionari di protezione civile, come hanno organizzato la preparazione dei cittadini e dei turisti?”

 

Fatti salvi i gesti, come sempre eroici, degli operatori dell’emergenza, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Soccorso Sanitario, Protezione Civile, che tutti ringraziamo, rimane purtroppo qualche dubbio sulla tempistica di pianificazione delle emergenze e sulle modalità di gestione di situazioni che riteniamo essere sempre più “prevedibili” e quindi gestibili senza per forza cadere nell’allarmismo.

Perché questo accada però, occorre analizzare e valutare i rischi, preparare in modo serio piani di emergenza, organizzare esercitazioni con la popolazione, cogliere i così detti, segnali “deboli” di inizio di un’emergenza, creare una rete di comunicazione dedicata e gestirle in modo ordinato e competente le situazioni.

 

Secondo il nostro punto di vista, considerando gli strumenti e le conoscenze attualmente a disposizione, non è più ammissibile che una nevicata in montagna, durante l’inverno, seppur particolarmente abbondante, provochi un’emergenza assimilabile alla “catastrofe”, o peggio possa essere la causa di tragedie e perdite di vite umane.

 

Il timore più diffuso tra chi si occupa di sicurezza per mestiere è che la vera catastrofe riguardi la scarsa lungimiranza, competenza e preparazione delle persone che hanno la responsabilità di territori e persone.

Riteniamo sia dovere etico e morale degli addetti ai lavori quello di gridare a gran voce che un cambiamento culturale nella gestione dei rischi, prima che delle emergenze, sia possibile e sia dovuto. Occorrono preparazione, studio, programmazione e pianificazione a priori per arginare i rischi, trasformandoli anzi in opportunità di crescita.

 

Occorre rimettere al centro le Persone, il rispetto delle leggi, i doveri etici e morali e la tutela ambientale per evitare che il rischio si trasformi in emergenza e l’emergenza in tragedia. 

Please reload

Altri articoli

October 31, 2019

Please reload

Archivio

Please reload

  • Facebook - White Circle
  • Twitter - White Circle
  • LinkedIn - White Circle
  • Facebook Social Icon
  • Twitter Social Icon
  • LinkedIn Social Icon

GAM Education & Consulting S.r.l.
 

Corso di Porta Vittoria, 28 - 20122 Milano

P.IVA: 01801240662

Capitale Sociale € 10.000 i.v.
Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano: 1955623