SANITA': FERMIAMO LE AGGRESSIONI

October 22, 2019

 

 

Medici, infermieri e ausiliari sotto attacco. Ogni giorno, su quotidiani e riviste, possiamo leggere notizie di aggressioni, percosse e minacce perpetrate ai danni del personale sanitario negli ospedali e nei reparti. 

Articoli raggelanti testimoniano un’ondata di violenza senza precedenti, che sta assumendo la forma di un vero e proprio fenomeno preciso e connotato: una guerra alla sanità. 

 

Quello del personale sanitario è un mestiere di grande responsabilità soprattutto quando, in situazioni di emergenza o nei reparti più a rischio, occorre gestire, oltre all’attività consueta, anche la perdita del paziente e la relativa comunicazione dell’accaduto ai familiari. Il fatto di temere per la propria incolumità a causa di reazioni violente e smodate rientra in una fattispecie sociale assolutamente inaccettabile e, a far caso ai numeri, completamente fuori controllo. 

 

Ogni fenomeno porta tutti noi a porci domande: perché questo avviene? Com’è possibile? Quale motivazione si nasconde dietro a questo malcostume e cosa possiamo fare per porvi un argine ristabilendo ordine e tutela?

 

Uno dei segnali forti della contemporaneità è certamente il progresso che ha coinvolto il mondo sanitario: nuove tecnologie e strumenti di precisione, tecniche avanzatissime e importanti scoperte, hanno forse diffuso il falso mito che il medico debba e possa salvare la vita del paziente; così se non accade, si grida all’errore. Purtroppo, nonostante in campo medico si siano fatti grandi passi in avanti, la medicina è tutt’altro che infallibile e il compito dei medici è quello di curare, a seconda della situazione, cercando di lenire danni e effetti, non in assoluto, di salvare vite, se non quando mezzi e contesto lo permettano. Questo errore di concetto e di comunicazione che vede ogni perdita come un fallimento colpevole, unitamente ad una società più violenta e aggressiva, creano una miscela esplosiva. I risultati li leggiamo quotidianamente. 

 

Quali operatori della sicurezza, interrogati su come assicurare tutela alle persone, abbiamo il compito, partendo dalla valutazione del contesto attuale, di suggerire le migliori modalità di prevenzione: maggiore attenzione alle strutture, adeguati sistemi di sorveglianza e tanta formazione. Imparare a comunicare, innanzitutto, a rilevare i segnali deboli che una persona esprime durante un colloquio, imparare a gestire la conversazione evitando lo scontro e infine imparare a difendersi dal primo attacco per cercare aiuto e vie di fuga. 

In uno scenario come quello attuale sono poche e ben definite le soluzioni utili per permettere al personale sanitario di essere più sicuro e di sentirsi maggiormente tutelato.  

 

STOP ALLE AGGRESSIONI

https://www.scuolaeticaesicurezza.eu/stop-alle-aggressioni

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