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Certificazione della Parità di Genere UNI/PdR 125: valorizzare ciò che in azienda già funziona

Quando si parla di Certificazione della Parità di Genere UNI/PdR 125, il pensiero corre spesso a nuove procedure, documenti da predisporre e cambiamenti organizzativi importanti. In realtà, l’esperienza sul campo dimostra che molte imprese, anche di piccole e medie dimensioni, hanno già intrapreso percorsi virtuosi senza esserne pienamente consapevoli.

La certificazione rappresenta quindi un’opportunità non solo per introdurre nuovi strumenti, ma soprattutto per far emergere, misurare e valorizzare pratiche che fanno già parte della cultura aziendale.


Un percorso che parte dall’esistente

Ogni organizzazione ha una propria storia, fatta di scelte, valori e modalità di gestione delle persone. Il percorso verso la certificazione non consiste nell’applicare un modello standard, ma nell’analizzare l’organizzazione, comprenderne i punti di forza e costruire un sistema che renda evidenti le buone pratiche già presenti.

Per le micro, piccole e medie imprese questo approccio è particolarmente efficace: la vicinanza tra imprenditori e collaboratori, la snellezza dei processi decisionali e la conoscenza diretta delle persone consentono spesso di sviluppare politiche inclusive in modo naturale. Ciò che manca, nella maggior parte dei casi, è una lettura strutturata di queste esperienze e la loro misurazione secondo gli indicatori previsti dalla UNI/PdR 125.


I vantaggi per le PMI

Affrontare il percorso di certificazione significa investire sulla qualità dell’organizzazione e sulla capacità di attrarre e trattenere persone competenti.

Tra i principali benefici si possono evidenziare:

  • una maggiore consapevolezza dei propri processi organizzativi;

  • il miglioramento del clima aziendale e del coinvolgimento delle persone;

  • il rafforzamento della reputazione nei confronti di clienti, partner e stakeholder;

  • l’accesso alle premialità previste dalla normativa e alle opportunità offerte dai bandi pubblici;


Due esperienze nel network COSEFI – Confindustria Firenze

Nella prima metà dell’anno SIES ha accompagnato due aziende del territorio toscano appartenenti al network COSEFI – Confindustria Firenze, realtà che da tempo promuove lo sviluppo e la competitività delle imprese del territorio anche attraverso iniziative dedicate alla sostenibilità e all’innovazione organizzativa.

In Computer Care, il lavoro è partito da un’attenta analisi dell’as-is organizzativo. L’obiettivo non era costruire un sistema ex novo, ma identificare e valorizzare le numerose buone pratiche già presenti all’interno dell’azienda. Questo approccio ha consentito di trasformare esperienze consolidate in un sistema coerente con i requisiti della UNI/PdR 125, portando l’azienda a conseguire la certificazione in soli quattro mesi con un punteggio di 91 punti.

L’esperienza di Antonini racconta invece un percorso di lungo periodo. L’azienda aveva già avviato da tempo un’importante attività di valorizzazione delle risorse umane, introducendo strumenti e politiche orientati alla parità di genere, all’inclusione e alla valorizzazione di ogni forma di diversità. Un impegno particolarmente significativo considerando il contesto della produzione metalmeccanica, un settore storicamente caratterizzato da una presenza maschile prevalente e da dinamiche organizzative complesse. Il percorso di rinnovo della certificazione ha consentito di consolidare quanto realizzato negli anni, ottenendo un miglioramento di rispetto alla precedente valutazione.


La certificazione come leva di miglioramento continuo

Queste esperienze confermano che la Certificazione della Parità di Genere non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento di crescita organizzativa.

Per alcune aziende significa riconoscere e dare valore a pratiche già consolidate; per altre diventa l’occasione per misurare i progressi compiuti e individuare nuovi ambiti di miglioramento. In entrambi i casi, il risultato più importante è la costruzione di un’organizzazione sempre più capace di valorizzare le persone, promuovere pari opportunità e trasformare l’inclusione in un elemento concreto della propria competitività.

 
 
 

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