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La Leadership, una risorsa per i Manager della Sicurezza

Da alcuni decenni il tema della leadership ha attirato l’attenzione e stimolato l’interesse della ricerca scientifica, ma solo di recente è diventato un elemento strategico consolidato nelle dinamiche organizzative. Particolarmente importante soprattutto per le implicazioni sulla performance, la salute mentale e il benessere, la leadership trova infatti un posto anche in diversi STANDARD ISO, come la 31000 relativa al Risk Management, la 27001 relativa alla sicurezza delle informazioni, la 22301 relativa alla business continuity, o la 45001 e la 45003, relative alla gestione della salute, della sicurezza e del rischio psicosociale sul lavoro.

Assunto che si tratti di una soft skill trasversale, quali sono le esigenze specifiche del mondo della sicurezza che possono beneficiare di una buona leadership? Perché, soprattutto oggi, è fondamentale che i Safety & Security Manager sviluppino le loro abilità come leader?

I professionisti della sicurezza sono in prima linea nella gestione delle problematiche quotidiane, di eventi inattesi di carattere emergenziale, di crisi di varia entità, e devono costantemente mantenere il focus sulle possibili minacce per mitigare i rischi e proteggere beni e persone. Per questo sono tra quelle categorie di lavoratori maggiormente esposte ai potenziali impatti negativi dello stress sulla salute fisica e mentale. Ad esempio, uno studio condotto nel 2021 dall’Università di Portsmouth ha scoperto che il 40% degli addetti alla sicurezza soffriva di disturbo post-traumatico da stress (PTSD) o di altre malattie mentali. Ma se proprio coloro che sono responsabili della sicurezza non stanno bene – fisicamente, mentalmente, emotivamente – come possono essere pronti a gestire con efficienza il peggio che può verificarsi da un momento all’altro?

In quest’ottica, le competenze di leadership rappresentano una preziosa risorsa a disposizione dei manager per mitigare i rischi psicosociali a cui i propri collaboratori sono esposti. Nonostante esistano diversi approcci teorici alla leadership, possiamo considerare alcune pratiche che un “buon” manager della sicurezza dovrebbe mettere in atto sistematicamente:


1. Ridurre l’incertezza. Operare nell’ambito della sicurezza implica di per sé gestire alti livelli di incertezza e complessità, che per definizione acuiscono le risposte di stress.

2. Fornire una visione chiara e obiettivi condivisi. Molto spesso chi lavora nella sicurezza tende a lasciarsi guidare reattivamente dalla ricerca di soluzioni ai problemi contingenti, trascurando un senso più profondo del perché si fanno le cose.

3. Creare un ambiente di fiducia e rispetto reciproci. Sembra banale, ma è il presupposto per creare un clima di sicurezza psicologica che favorisca la segnalazione di incidenti, pericoli, rischi e opportunità.

4. Rafforzare l’engagement. Lo scarso senso di coinvolgimento riduce l’impegno e la soddisfazione lavorativa rendendo così gli operatori più vulnerabili e inclini ad adottare comportamenti non sicuri.

5. Fornire supporto nella crisi e gestire il post-emergenza. Durante le crisi aumenta il bisogno di essere guidati e cercano ancora di più qualcuno su cui fare affidamento. Inoltre, se le persone possono non mostrare apertamente di avere bisogno di aiuto, il leader non può esimersi dall’accertarsene e, soprattutto, deve adottare prassi per supportare i collaboratori nel ripristinare l’equilibrio dopo un incidente, mettendo in campo tutte le risorse necessarie (ad es. chiedendo l’affiancamento di risorse esterne, come lo psicologo dell’emergenza per favorire il pieno recupero psicologico).


Queste best practice consentono di rafforzare la leadership e, in generale, contribuiscono a ridurre lo stress e promuovere il benessere psicologico e la salute mentale degli operatori della sicurezza. Poiché manager e supervisori svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione dei rischi professionali, essi hanno la responsabilità, specialmente nel settore Safety e Security, di sviluppare un set di competenze volto non solo a motivare e ispirare il raggiungimento degli obiettivi aziendali, ma anche a prendersi cura delle proprie persone, affinché esse siano centrate e pronte, a loro volto, a proteggere il valore d’impresa.



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