La differenza tra cercare candidati e riconoscere professionisti. Selezionare veri esperti nell’epoca dell’AI
- Elisa Bonfanti
- 15 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Negli ultimi due anni il recruiting è cambiato radicalmente. L’intelligenza artificiale consente oggi di analizzare migliaia di curriculum in pochi secondi, identificare parole chiave, confrontare competenze e generare shortlist con una velocità impensabile fino a poco tempo fa.
Eppure il problema delle aziende non è diminuito.
Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, il 63% dei datori di lavoro considera il divario di competenze uno dei principali ostacoli alla trasformazione delle proprie organizzazioni nei prossimi cinque anni. Allo stesso tempo, quasi il 40% delle competenze richieste ai lavoratori è destinato a cambiare entro il 2030.
Il paradosso è evidente: abbiamo più dati, più strumenti e più candidati raggiungibili che mai, ma continua a essere difficile individuare le persone giuste.
Lo stesso fenomeno emerge in Italia. Secondo l’indagine Talent Shortage 2025 di ManpowerGroup, il 78% delle aziende italiane dichiara di avere difficoltà nel reperire le competenze necessarie per la propria crescita.
È il dato più alto mai registrato nel nostro Paese.
Nel mondo Safety & Security questo fenomeno è ancora più marcato.
Un algoritmo può individuare chi possiede una certificazione, chi ha ricoperto un determinato ruolo o chi utilizza specifiche parole chiave nel curriculum. Molto più difficile è valutare elementi come la capacità di gestire una crisi, prendere decisioni sotto pressione, guidare un team durante un’emergenza, affrontare un audit complesso o costruire una cultura della sicurezza all’interno di un’organizzazione.
E queste differenze non emergono da un CV.
È la differenza tra cercare candidati e riconoscere professionisti.
Quando la tecnologia non basta
L’intelligenza artificiale rappresenta oggi uno strumento straordinario per ampliare il bacino di ricerca e accelerare i processi di selezione. Sarebbe un errore ignorarne il valore.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato pensare che possa sostituire l’esperienza di chi conosce realmente un settore.
La tecnologia individua corrispondenze. L’esperienza riconosce il potenziale.
Un software può evidenziare che un candidato ha lavorato per dieci anni nella sicurezza aziendale. Un professionista del settore può comprendere se quei dieci anni sono stati trascorsi in un ruolo strategico o puramente operativo, se la persona ha gestito situazioni critiche, se possiede capacità di leadership o se è in grado di dialogare efficacemente con il top management.
Sono sfumature che fanno la differenza tra una buona assunzione e una scelta destinata a generare problemi nel tempo.
Perché una boutique di head hunting è diversa
Negli ultimi anni molte organizzazioni stanno scegliendo di affiancare ai grandi operatori del recruiting realtà più specializzate, le cosiddette boutique di head hunting.
La differenza non risiede nella quantità di candidati disponibili, ma nella profondità della conoscenza del mercato.
Una boutique specializzata opera in un ecosistema professionale ristretto, conosce i percorsi di carriera, le competenze emergenti, le dinamiche organizzative e spesso anche la reputazione professionale delle persone che operano nel settore.
Non lavora soltanto sui curriculum. Lavora sulle relazioni, sull’osservazione diretta e sulla conoscenza costruita nel tempo.
Questo approccio è particolarmente efficace nei settori ad alta specializzazione, dove il valore di una figura professionale non può essere misurato esclusivamente attraverso titoli, certificazioni o parole chiave.
La specificità del mondo Safety & Security
Nel mondo della sicurezza fisica, della protezione aziendale, della gestione del rischio e della salute e sicurezza sul lavoro, le competenze richieste stanno diventando sempre più trasversali.
Le organizzazioni cercano professionisti capaci di integrare aspetti normativi, organizzativi, tecnologici e manageriali. Figure in grado di dialogare con HR, Operations, Legal, Compliance e direzione aziendale.
A parità di titolo professionale possono esistere differenze enormi in termini di esperienza, visione strategica, capacità di gestione delle emergenze e leadership.
Individuare queste differenze richiede una conoscenza approfondita del settore.
Il valore del network
Da oltre vent’anni la Scuola internazionale Etica e Sicurezza forma professionisti della safety, security e protezione aziendale attraverso percorsi specialistici, attività formative, master, certificazioni ed eventi di settore.
Nel tempo questa attività ha contribuito alla costruzione di un patrimonio di relazioni che rappresenta oggi un osservatorio privilegiato sull’evoluzione delle competenze richieste dal mercato.
È proprio da questa esperienza che nasce l’attività di head hunting della Scuola internazionale Etica e Sicurezza.
Un modello che unisce strumenti moderni di ricerca e valutazione con ciò che nessuna piattaforma digitale può sostituire: la conoscenza diretta del settore, delle persone e delle competenze realmente necessarie per avere successo in ruoli ad alta responsabilità.
Oltre il curriculum
Molti dei migliori professionisti della safety e security non stanno cercando attivamente un nuovo lavoro.
Spesso sono già inseriti in organizzazioni complesse, ricoprono ruoli strategici e non rispondono agli annunci pubblicati sui portali tradizionali.
Per intercettarli servono credibilità, relazioni e conoscenza del contesto professionale.
Per questo l’head hunting nella safety e security non è semplicemente un’attività di ricerca.
È un’attività di valutazione tecnica.
Perché nei settori ad alta responsabilità i profili migliori raramente si trovano.
Si riconoscono.




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