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La ripresa

2 giorni fa
Tempo di lettura: 1 min

Ogni ripartenza assomiglia un po’ al momento in cui una barca lascia il porto.

Davanti c’è il mare aperto: non sappiamo esattamente quali onde incontreremo, se il vento cambierà direzione, se arriverà una tempesta. Eppure partiamo.


Perché navigare non significa aspettare che il mare sia calmo. Significa imparare a leggerlo, conoscere la rotta e saper correggere la direzione quando le condizioni cambiano.

Lo sanno bene i naviganti: il mare non si può controllare. Si può osservare, ascoltare, rispettare. Si possono interpretare i suoi segnali, prepararsi alla bonaccia così come alla tempesta.


Anche nel lavoro e nella vita è così. La ripartenza non ci chiede di avere tutte le risposte, ma di ritrovare una direzione. Di fare il primo passo, anche quando l’orizzonte non è ancora completamente visibile.

E forse è proprio questa la vera competenza che ci serve oggi: non la capacità di prevedere ogni onda, ma quella di restare saldi mentre arriva e di continuare a navigare.


A settembre torniamo in mare. Con nuove energie, nuove sfide e, soprattutto, la consapevolezza che la rotta non è qualcosa che troviamo una volta per tutte: è qualcosa che impariamo a costruire, giorno dopo giorno.


Buona ripartenza. E buon vento a tutti noi.


 
 
 

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