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RIPARTIRE IN SICUREZZA

2 giorni fa
Tempo di lettura: 5 min

Vademecum per le aziende e i lavoratori


Settembre è il mese in cui le trasferte ripartono tutte insieme. È anche il momento in cui la soglia di attenzione delle persone è più bassa: dopo settimane di stacco gli automatismi si allentano, e la percezione soggettiva del rischio — quella che guida davvero i comportamenti — si disallinea dal rischio reale, quello che l'azienda ha calcolato paese per paese.


Il rientro è quindi la finestra migliore per rimettere in ordine il sistema di gestione della sicurezza delle trasferte. E il 2026 ha portato tre cambiamenti che rendono l'esercizio non più rinviabile: una nuova disciplina della formazione, una giurisprudenza più esigente sulla qualità di quella formazione, una mappa del rischio internazionale che si è allargata.


È il terreno su cui Scuola Internazionale Etica e Sicurezza lavora ogni giorno: consulenza e formazione in Travel Risk Management dalla gap analysis del sistema alla stesura di policy e procedure, dall'analisi della percezione del rischio dei viaggiatori al supporto psicologico dopo un evento critico.

Di seguito i quattro fronti su cui intervenire adesso, e un vademecum sintetico per l'azienda e per chi parte.


1. Formazione: il periodo transitorio è scaduto

L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 è entrato in vigore il 24 maggio 2025, accorpando gli accordi del 2011, 2012 e 2016. Il transitorio di dodici mesi si è chiuso il 24 maggio 2026: da allora i percorsi devono rispettare i nuovi requisiti di durata, contenuti e modalità di erogazione, inclusi quelli tecnici per l'e-learning, e prevedere sempre una verifica finale, con attestato rilasciato solo a test superato.

Per il personale viaggiante significa una cosa precisa: la formazione alla trasferta va progettata come formazione tracciabile e verificabile, non come una comunicazione informativa. SIES struttura percorsi su due livelli — base per tutto il personale viaggiante, avanzati per chi opera in aree di crisi — insieme a moduli dedicati al top management e a chi ha la responsabilità del processo.


2. Responsabilità: la formazione generica non protegge

La Corte di Cassazione (sent. n. 13327/2026) ha ribadito che l'imprudenza del dipendente non esclude la b quando la formazione è carente: deve essere reale, concreta e connessa al rischio specifico. Applicato alle trasferte, il principio è netto, perché il rischio di una missione in Sahel non è quello di una fiera a Francoforte. In giudizio l'onere della prova è dell'azienda, che deve dimostrare di aver valutato i rischi e adottato ogni procedura utile a mitigarli.

È il motivo per cui SIES parte sempre dai documenti: valutazione del rischio a livello di paese e di singola trasferta, integrazione nel DVR, procedure operative scritte in modo comprensibile per chi le deve applicare all'estero.


3. La mappa del rischio si è allargata

L'aggiornamento 2026 di Viaggiare Sicuri fotografa un mondo meno permissivo: i Paesi sconsigliati a qualsiasi titolo sono passati da 25 a 28, ai quali si aggiungono 92 con aree da evitare. Restano critici Ucraina e Russia; Siria, Yemen, Sudan e Sud Sudan vivono situazioni di emergenza umanitaria; in Sahel e Africa centrale il rischio di rapimento di cittadini stranieri resta elevato.

Schede paese e soglie di autorizzazione vanno quindi riviste prima del picco autunnale, non al momento della singola richiesta. E la registrazione del viaggio su dovesiamonelmondo.it o tramite l'app Viaggiare Sicuri va trattata come procedura aziendale obbligatoria. SIES affianca le organizzazioni con un monitoraggio continuo dei rischi di sicurezza e geopolitici e con la redazione e l'aggiornamento delle schede paese.


4. La salute viaggia con il lavoratore

È il fronte più immediato in questa stagione: i casi importati di dengue e chikungunya sono in aumento in Europa e la finestra critica per la trasmissione autoctona in Italia va dalla seconda metà di agosto alla fine di settembre, mentre l'epidemia di mpox in Africa centrale resta sotto sorveglianza. Sul piano gestionale, la Legge 203/2024 consente la visita medica anche in fase preventiva e il documento SIML sugli aspetti pratico-gestionali del lavoratore all'estero offre al medico competente una traccia operativa per la partenza e per il rientro.

Su questo SIES mette a disposizione la Business Travel Medicine: assistenza medico-legale nelle varie fasi della trasferta, gestione degli special needs e, dopo un evento ad alto impatto emotivo, supporto psicologico alla persona e al team.


Il quadro di riferimento: ISO 31030 e documenti di viaggio

La ISO 31030:2021 — prima norma internazionale sul travel risk management — è entrata nel 2026 nella systematic review, chiusa il 15 aprile: l'edizione vigente resta il riferimento e chi struttura ora il proprio sistema arriva pronto a un'eventuale revisione. Sul fronte pratico, due scadenze da inserire in checklist: l'ETA britannica, obbligatoria dal febbraio 2026, e l'ETIAS, operativo nell'ultimo trimestre del 2026, che riguarda i colleghi e i fornitori extra-UE in ingresso in Italia. La gap analysis rispetto alla UNI ISO 31030 è il primo passo con cui SIES avvia normalmente un progetto: mostra in poche settimane dove il sistema regge e dove è esposto.


Vademecum per l'azienda

  1. Travel policy e procedure aggiornate, con ruoli, flussi autorizzativi e linee di comunicazione definiti per iscritto.

  2. Valutazione del rischio a due livelli — paese e singola trasferta — integrata nel DVR, con metodologia proprietaria.

  3. Schede paese aggiornate su fonti istituzionali e iter autorizzativo differenziato per livello di rischio, fino al divieto di viaggio.

  4. Formazione conforme al nuovo Accordo Stato-Regioni, su due livelli, con verifica finale e tracciamento.

  5. Sorveglianza sanitaria e business travel medicine: idoneità, profilassi, vaccinazioni, special needs, monitoraggio al rientro.

  6. Monitoraggio durante la trasferta, piani di backup ed evacuazione, crisis team con protocolli validati e reperibilità h24.

  7. Debriefing sistematico al rientro, near miss registrati, supporto psicologico per chi è stato coinvolto in un evento critico.


Vademecum per il lavoratore

  1. Leggi la scheda paese prima di partire: sicurezza, ma anche usi, normative locali e comportamenti in emergenza.

  2. Verifica documenti, visti, autorizzazioni elettroniche e validità residua del passaporto con settimane di anticipo.

  3. Passa dal medico competente: check-up, vaccinazioni, profilassi e kit personale di medicinali.

  4. Registra il viaggio su dovesiamonelmondo.it, installa l'app Viaggiare Sicuri e attiva alert e geolocalizzazione.

  5. Tieni i numeri di emergenza su tre supporti: telefono aziendale, dispositivo di backup e copia cartacea.

  6. Mantieni un profilo basso, usa solo operatori autorizzati e informa sempre qualcuno dei tuoi spostamenti.

  7. Al rientro racconta com'è andata, compresi gli episodi senza conseguenze: il tuo near miss protegge chi partirà dopo di te.


Chiudere il cerchio

Il Travel Risk Management non è un adempimento da spuntare a settembre: è un processo circolare, in cui le informazioni di chi rientra migliorano la protezione di chi parte. L'anello più trascurato è quasi sempre l'ultimo, il debriefing — e il secondo è la percezione. Misurare come i vostri viaggiatori percepiscono i rischi delle destinazioni e confrontarlo con i dati reali è il modo più rapido per capire dove intervenire: al rientro dalle ferie, quel divario è al suo massimo.


SIES affianca le organizzazioni in tutte le fasi del processo. Se il rientro è il momento di rimettere in ordine il sistema, è anche il momento giusto per parlarne.


 
 
 

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