10 IN EMERGENZA - L’Aquila, dove tutto è iniziato
- Paola Guerra

- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Ci sono luoghi che diventano parte della nostra storia. Luoghi che non si limitano a ospitare un progetto, ma lo plasmano, lo mettono alla prova, gli danno un significato più profondo. Per me, e per la Scuola Internazionale Etica & Sicurezza, L’Aquila è uno di questi luoghi.
Mentre ci avviciniamo all’edizione 2026 del campus dell’Alto Corso di Formazione per Professionista di Security, in programma dal 30 giugno al 2 luglio, il pensiero torna inevitabilmente a quella città che, dopo il terremoto del 2009, ci ha insegnato il valore più autentico della resilienza, della preparazione e della solidarietà.
Eravamo lì nel 2009. Pronti a offrire competenze, supporto, visione. Eravamo lì per contribuire, nel nostro piccolo, a gestire l’emergenza e a mettere le basi per una riflessione concreta sulla sicurezza, sulla gestione delle emergenze e sulla capacità di affrontare l’imprevedibile. Poi, con il passare degli anni, ho compreso che L’Aquila ha dato a noi molto più di quanto noi abbiamo dato a lei.
Ci ha insegnato che la resilienza diventa cultura. È la capacità di resistere guardando lontano quando tutto intorno sembra non avere futuro. Da quell’esperienza è cresciuta una parte importante della nostra identità. È maturata la convinzione che la sicurezza debba essere affrontata con una visione integrata, multidisciplinare e profondamente umana. Una visione che oggi rappresenta il cuore della nostra missione: contribuire a costruire una società più etica, più sicura e più consapevole, nella quale salute, benessere e protezione siano diritti fondamentali per tutti.
È con questo spirito che ogni anno torniamo a L’Aquila per il Campus dell’Alto Corso di Formazione, il percorso che prepara i Professionisti di Security di domani, offrendo competenze avanzate, strumenti strategici e una preparazione tra le più complete in Italia per chi desidera operare con autorevolezza nella Corporate Security e conseguire la certificazione UNI 10459.
Ma il campus non è soltanto un momento formativo. È un’esperienza che unisce conoscenza e consapevolezza. È il luogo dove professionisti, aziende, istituzioni e giovani talenti condividono idee, visioni e responsabilità. È il momento in cui ricordiamo che essere preparati significa proteggere il futuro delle organizzazioni e delle comunità. Quest’anno, poi, il nostro ritorno assume un significato ancora più speciale.
Nel 2026 L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura. Un riconoscimento che celebra il percorso di una città capace di trasformare una ferita in energia progettuale, crescita culturale, opportunità per i giovani e nuova fiducia nel domani.
Vedere L’Aquila protagonista di questo importante anno è motivo di gioia e di orgoglio. Perché chi ha conosciuto questa città nei momenti più difficili sa quanta strada sia stata percorsa e quanto coraggio, competenza e determinazione siano stati necessari per arrivare fin qui.
A pochi giorni dal nostro incontro, sento soprattutto gratitudine.
Gratitudine verso una città che ci ha accolti, insegnato, ispirato. Gratitudine verso tutte le persone che, anno dopo anno, continuano a credere nella nostra visione. E gratitudine verso coloro che scelgono di formarsi per diventare professionisti capaci di fare la differenza quando conta davvero.
Perché il nostro obiettivo resta lo stesso di sempre: insegnare a guardare lontano.
Paola Guerra




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