Affrontare l’insicurezza con sicurezza
- Laura Rigodanza

- 7 giorni fa
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Negli ultimi anni la parola “sicurezza” ha assunto un significato sempre più sfuggente. Non riguarda solo la dimensione economica o geopolitica, ma tocca aspetti profondamente personali: il lavoro, le relazioni, la salute, il futuro. Viviamo in un contesto caratterizzato da cambiamenti rapidi, crisi sovrapposte e un costante senso di imprevedibilità che incide sul modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo che ci circonda.
Questa esposizione continua all’incertezza ha un effetto diretto sul nostro equilibrio emotivo. Ansia, senso di precarietà e difficoltà nel progettare il domani non sono più esperienze marginali, ma condizioni diffuse e trasversali. La fragilità non è legata a una debolezza individuale, bensì a un contesto che mette alla prova risorse personali e collettive.
Uno degli aspetti più rilevanti è che la sicurezza, contrariamente a quanto spesso immaginiamo, non è uno stato permanente. Non è qualcosa che si possiede una volta per tutte, ma un processo dinamico che si costruisce nel tempo. Dipende dalla capacità di affrontare l’incertezza, di tollerare il rischio e di accettare che non tutto è sotto controllo. Quando questo processo viene meno, aumenta la sensazione di vulnerabilità.
In una società che tende a proteggere sempre di più dall’errore e dalla frustrazione, si rischia di ridurre le occasioni di crescita. L’esperienza della difficoltà, se accompagnata e compresa, è invece uno degli strumenti principali attraverso cui si sviluppano autonomia, resilienza e fiducia nelle proprie capacità. Evitare sistematicamente il disagio può renderci, paradossalmente, meno preparati ad affrontarlo.
Anche nel mondo del lavoro questa dinamica è evidente. L’insicurezza influisce sulla propensione al cambiamento, sull’innovazione e sulla qualità delle relazioni professionali. Contesti organizzativi che riconoscono la complessità del presente e investono su competenze emotive, senso di appartenenza e responsabilità condivisa contribuiscono a rafforzare non solo le performance, ma anche il benessere delle persone.
Forse la sfida più importante del nostro tempo non è eliminare l’insicurezza, ma imparare a conviverci in modo consapevole. Riconoscere la fragilità come parte dell’esperienza umana può diventare il primo passo per costruire forme nuove e più solide di sicurezza, fondate non sull’illusione del controllo, ma sulla capacità di adattarsi, comprendere e crescere.




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