COVID-19 Monthly Report - Aprile 2021


SITUAZIONE SANITARIA NAZIONALE


Il contesto sanitario nazionale presenta una fase espansiva del virus, anche se sembra che il picco sia stato raggiunto, ma con differenziazioni fra le diverse regioni; molto dipenderà dal contesto legato alle varianti. Ragionando in termini di “worst case”, una possibile variante ancora non riconosciuta e potenzialmente neutra al vaccino potrebbe diventare un piccolo cigno nero all’interno del più grande.

Per le decisioni aziendali immediate si consiglia di fare riferimento ai seguenti 4 parametri: tasso di occupazione dei posti letto totali in Ti, tasso di occupazione in area medica, Rt e relazione tra incidenza per 100.000 abitanti e incremento percentuale dei casi.


Importanza del tracciamento delle nuove varianti; andranno valutate una serie di criticità:

  • Qualità del monitoraggio;

  • Difficoltà dell’aggiornamento;

  • Reperibilità che può essere alterata dalle differenziazioni dei sistemi sanitari regionali;

  • Introduzione nel conteggio dei test a tampone rapido;

  • Conteggio nei tamponi giornalieri di casi già registrati come positivi e che effettuano il secondo tampone di controllo;

  • Incremento dei falsi negativi e tracciamento inefficiente per il contesto dovuto alle nuove varianti;

  • Questione legata alle infrastrutture per i test, tracciamento rapido dei contagiati e somministrazione vaccino.

Pericolosità delle varianti: se il virus non si dovesse estinguere e dovesse ripresentarsi mutato (in una variante su cui i vaccini non hanno effetto), dovremo ripetere, anche se non vi è certezza, la procedura per immunizzare il 70% - 90% della popolazione con nuovi vaccini.

L’Erre con zero (R0), cioè il potenziale di trasmissibilità (la contagiosità) del virus SARS-CoV-2 è tra 1,4 e 3,8 (le varianti inglese, sudafricana, californiana e brasiliana, hanno un R0 maggiore), mentre l'R0 dell'influenza (Tipo A/H1N1, A/H3N2 e B) si aggira tra 0,9 e 2,1. Un virus che si diffonde con R0 pari a 2, quindi, una persona malata, lo trasmette a due persone, che a loro volta lo trasmettono a quattro persone, e così via.


L’INAIL ha reso disponibile un report realizzato in collaborazione con l’Iss, il Ministero della salute e l’AIFA, con le prime indicazioni su prevenzione e controllo delle infezioni da Sars-CoV-2 in tema di varianti e vaccinazioni (link del documento completo: https://www.INAIL.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-iss-infezioni-sars-cov-2-varianti-vaccinazione-2021.pdf).


Il contesto attuale di ritardo nel vaccinare gli over 70 e le nuove varianti, potranno comportare nel breve periodo una mortalità costante e nel medio il rischio di doversi nuovamente riprogrammare per un vaccino in grado di essere efficace a nuove varianti.


Con l’avvicinarsi della fase estiva, si dovrebbe avere un arretramento deciso del numero di contagiati e quindi terapie intensive.

Il mese di aprile sarà utilizzato da parte del Governo per abbassare la pressione ospedaliera, quindi restrizioni rivolte non ad abbassare la curva che è oramai matura, ma per liberare il prima possibile posti letto e disagi negli ospedali.


FOCUS VACCINO

Con la centralizzazione della campagna vaccinale da parte dell’Unione europea - una serie di criticità di varia natura: contrattuale, differenziazione fra stati, autonomismo delle nazioni e autonomismi regionali, per quanto riguarda il caso Italia (Lombardia Casus Belli).


Tre soluzioni sul tavolo per l’Italia: a) entrare decisi sul sistema delle quote europee; b) fare pressione sulla Commissione europea per una maggiore produzione di sieri da parte delle case farmaceutiche; c) produrre il vaccino sul territorio italiano;


Nuovo piano vaccinale: gestione centralizzata. Obiettivi - avere l’80% della popolazione vaccinata entro settembre e arrivare ad aprile con 500mila dosi somministrate al giorno. Le linee del nuovo piano prevedono un potenziamento della rete vaccinale esistente con un criterio di progressività.

Importanza di vaccinare gli over 70: la letalità del COVID-19 in Italia sta cominciando a diminuire ma a causa dei ritardi legati alla vaccinazione delle categorie più a rischio, la letalità effettiva raggiunta nei primi due mesi dall’inizio della campagna vaccinale è stata molto poco significativa.

Segnaliamo l’Istruzione operativa del 1° marzo 2021 – oggetto: tutela assicurativa INAIL e rifiuto di sottoporsi al vaccino anti COVID-19 da parte del personale infermieristico. Nella quale si tocca un tema delicato e di attualità: la mancata adesione al Piano vaccinale nazionale potrebbe comportare da un lato la responsabilità del Datore di Lavoro in materia di protezione dell’ambiente di lavoro e dall’altro potrebbe esporre lo stesso personale infermieristico a richiesta di risarcimento per danni civili. Il quesito si chiede se la malattia infortunio sia ammissibile o meno alla tutela INAIL nel caso in cui il personale infermieristico (ma non solo) che non abbia aderito alla profilassi vaccinale, contragga il virus.

Ritardi relativi alle consegne previste per il 31 marzo da parte delle case farmaceutiche.

Il vaccino Pfizer è in linea con le aspettative ed è possibile che rispettino le dosi inizialmente previste. Dei quattro vaccini previsti nel primo trimestre (per un totale di 19 milioni di dosi) la tedesca CureVac è rimasto a zero. Un taglio di 2 milioni di dosi - l’11% del totale previsto.

Come riportato dai dati di ISPI, per quanto riguarda AstraZeneca, le consegne ricevute dall’Italia sinora ammontano a meno di 2,5 milioni di dosi, ovvero solo il 31% delle 8 milioni di dosi che il vecchio piano vaccinale prevedeva che l’Italia avrebbe ricevuto entro fine trimestre.

Se il trend dell’ultimo mese dovesse proseguire inalterato potremmo giungere a 3,5 milioni di vaccini consegnati dalla casa farmaceutica entro la fine del trimestre. Si tratterebbe comunque di un taglio del 55% rispetto alle forniture inizialmente previste.


Forti criticità legate al vaccino AstraZeneca: modalità di impiego, fascia d’età di somministrazione, scelte differenti fra Stati europei e infodemia.

Pfizer - al momento sembra il più efficace ma con alcune criticità: temperature di conservazione, costo più elevato, investimenti finanziari speculativi sul prodotto che possono portare a sospetti creando caos comunicativo.

Monoclonali: fattore che potrebbe risultare decisivo. In questo momento cura destinata a pazienti con fattori di rischio come obesità, diabete, malattia renale o immunodeficienze primitive o secondarie.


Il vaccino è “Geopolitico” - in quanto il contesto che si è venuto a creare nei mesi successivi all’approvazione dei primi trial vaccinali, ha portato ad avere un quadro internazionale basato su un forte concetto legato alla “politica di potenza”, usando la leva del vaccino come azione di soft power e dal sicuro impatto tattico.


Blocco delle forniture dei prodotti necessari: il settore farmaceutico in questo momento è facilmente esposto a fornitori critici, in particolar modo se strettamente correlati ad una dipendenza di un determinato prodotto (es. principi attivi).


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