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Violenza di genere sui luoghi di lavoro: cosa abbiamo imparato?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è fiduciosa nella possibilità di dichiarare la fine della pandemia da Covid-19 nei prossimi mesi.

Alla luce di questa notizia, ci chiediamo se tra le lezioni imparate c’è anche una maggiore consapevolezza nel promuovere un mondo del lavoro caratterizzato da un clima organizzativo contraddistinto da dignità, rispetto, inclusione ed integrazione.

Nello specifico, ci chiediamo come le aziende abbiano sviluppato la capacità di osservare e dialogare anche sul tema della violenza di genere nei luoghi di lavoro, tema inserito oggi in una rete di sistemi e valori aziendali sempre più complessi e interconnessi.


La violenza sul luogo di lavoro è oramai universalmente riconosciuta come un importante problema di salute pubblica nel mondo. Violenza e molestie nei luoghi di lavoro sono fenomeni ricorrenti: l’ultimo episodio vissuto, di solito, è la punta di un iceberg la cui parte sommersa è costituita da altre decine di eventi simili.

Spesso questi casi sono silenziosamente accompagnati da una discriminazione basata sul genere. Sono le donne ad essere le più colpite da molestie e violenza sessuale e psicologica: in particolare, donne giovani con caratteristiche sociali di fragilità (giovane età, genere, razza, nazionalità, etnia, disabilità).

I dati Inail evidenziano che nel quinquennio 2017-2021 tra gli infortuni femminili in contesti di lavoro, la causa «violenza, aggressione e minaccia», che può provenire da persone esterne all’azienda o da colleghi della stessa azienda, rappresenta oltre il 5% dei casi codificati, circa 20.500 infortuni nell’intero quinquennio (poco più di 4.000 l’anno).


Tracciando la portata della responsabilità legale di un'organizzazione, il primo step è dotarsi di una definizione chiara e operativa.

La violenza sui luoghi di lavoro è qualsiasi atto o minaccia di violenza fisica, molestia, intimidazione o altri comportamenti minacciosi che si verificano sul luogo di lavoro. Va dalle minacce all'abuso verbale, fino alle aggressioni fisiche e addirittura l'omicidio. Può riguardare dipendenti, clienti e visitatori.

Tutti questi comportamenti possono fungere da potenziali segnali d'allarme o precursori di una possibile escalation di violenza nei luoghi di lavoro o durante le attività ad esso correlate ed è per questo motivo che generano una preoccupazione per la salute e sicurezza dei lavoratori.


E’ essenziale pertanto che le aziende si dotino di strumenti per prevenire e gestire la violenza. Considerando il duty of care il principio fondante per un’azienda sicura, il fenomeno della violenza sul luogo di lavoro impone al datore di lavoro l’obbligo morale e normativo di valutare, analizzare e prevenire i rischi correlati anche a questo fenomeno.


Ciò detto ci chiediamo: “In questi tre anni di pandemia cosa abbiamo imparato di nuovo riguardo la protezione delle nostre dipendenti? Lo squilibrio psicosociale e lavorativo che si è venuto a creare ha realmente portato una nuova traiettoria di pensiero sulle relative policy aziendali oppure no? E nel caso l’avesse portata, queste nuove idee sono concretizzabili e possono durare nella nuova era post-pandemia?


In conclusione, il nostro intento come Centro Studi della Scuola Etica & Sicurezza è quello di aprire una tavola rotonda nella quale dare voce e riflettere insieme su questa importante tematica così come dedicare sui nostri media uno spazio legato alle donne e alle dinamiche di genere sui luoghi di lavoro.


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